Spettacoli

Sala Polifunzionale della Provincia
Lunedì 16 gennaio 2023 ore 20:30 (Turno A)
Venerdì 10 febbraio 2023 ore 18:30 (Turno B)
Domenica 19 febbraio 2023 ore 18:30 (Turno C)

Le 32 Sonate di Ludwig van Beethoven nell’interpretazione di Olaf John Laneri

Primo periodo, dall’op. 2 all’op. 22

Lunedì 16 Gennaio  - Ore 20.30
PROGRAMMA
Sonata in fa min. op.2 n.1
Sonata in la magg. op.2 n.2
Sonata in do magg. op.2 n.3


Venerdì 10 Febbraio - Ore 18.30
PROGRAMMA
Sonata in mi bem. magg. op.7
Sonata in do min. op.10 n.1
Sonata in fa magg. op.10 n,2
Sonata in re magg. op.10 n.3


Venerdì 19 Febbraio - Ore 18.30
PROGRAMMA
Sonata in do min. op.13  “Patetica”
Sonata in mi magg. op.14 n.1
Sonata in sol magg. op.14 n.2
Sonata in si bem. magg. op.22

Olaf John Laneri, studi al Conservatorio di Verona, perfezionamento quindi in Italia e in Francia, Master all'Accademia Pianistica di Imola. Dopo diverse vittorie in competizioni nazionali, risulta laureato ai concorsi internazionali di Monza, di Tokyo e di Hamamatsu; nell'estate del 1998 vince la cinquantesima edizione del prestigioso concorso “F. Busoni” di Bolzano  È presente in rinomate stagioni in Italia e in Europa come solista e con orchestra
Un posto di rilievo nel suo repertorio occupa la figura di Beethoven, autore quasi sempre presente nei programmi concertistici.

I giudizi della critica dopo i suoi recitals:
Anche se il pianista non lo lascia trasparire, il suo modo di suonare richiamava ad ogni battuta la famosa frase di Chopin: Il pianoforte è il mio secondo io”;
Una talentosa e virtuosistica personalità, non sbaglia nulla, sembra possedere il segreto della apparente facilità nell’affrontare un programma tanto difficoltoso”;
Vive in Laneri la grande utopia romantica: il desiderio di cantare con il pianoforte”;
Il suo mondo è onirico, fatto di luci soffuse e un senso crepuscolare della malinconia. L’ha evocato a ogni nota e dipinto con dettagli raffinatissimi di tecnica, una tecnica digitale prodigiosa, e di suoni mai esagerati, preziosi, nitidi fra loro anche quando ovattati dentro un canto sussurrato e tutto suo, personalissimo, che è raro ascoltare in tale fascinosa guisa nei pianisti di formazione occidentale”.