Spettacoli

TERAMO - Teatro Comunale
Venerdì 22 aprile 2022 ore 21
di William Blake

The book of Thel

Un’Opera Lirica di Rolando Macrini
Direzione Musicale Claudio Scarabottini
Direzione Scenica Peter Case
Graphic Novel Jacopo Maran
Orchestra Benedetto Marcello

The Book of Thel
è un poema di William Blake datato 1789 e probabilmente composto nel biennio 1788-1790.
È illustrato con incisioni e disegni fatti dallo stesso Blake, ed è relativamente breve e di semplice comprensione rispetto alle sue ultime opere profetiche.
Questo poema è stato preceduto da Tiriel, poema che Blake non pubblicò e delle quali Il libro di Thel incorpora alcuni versi. L'opera consiste di otto tavole di incisioni a rilievo. Sono state rinvenute 15 copie di stampa originale risalenti al periodo 1789-1793, e due copie, datate 1815, che hanno una colorazione più elaborata delle altre.

Innocenza ed Esperienza a confronto
Ne Il libro di Thel, la Valle di Har è raffigurata come un paradiso terrestre che esisteva in totale armonia; un mondo in cui la pioggia nutre i fiori e la zolla di argilla nutre il piccolo verme. Il pensiero comune dei personaggi di questo mondo è "tutto ciò che vive, non vive da solo né per sé stesso". Thel desidera entrare nel mondo dell'Esperienza e lasciarsi alle spalle il suo paradiso d'Innocenza. Tuttavia, una volta entrata nel mondo dell'Esperienza, teme la mortalità e l'inutilità di ogni vita umana, dato che ogni azione ci avvicina alla tomba. La paura di Thel può trovare anche interpretazione in quella di una vergine che teme di perdere la propria innocenza entrando nel mondo della sessualità adulta. In altre parole, la paura di Thel di crescere le impedisce di vivere davvero, e quando scappa dal mondo dell'esperienza perché le sembra una tomba, involontariamente scappa dalla vita stessa. Blake, analizzando il conflitto tra innocenza ed esperienza, scopre che l'innocenza deve accollarsi un nuovo significato più elevato, trovato attraverso la sofferenza, che Thel non può raggiungere finché si aggrapperà alla paura di prendersi un rischio.

Le figlie di Mne Seraphim sono tutte pastorelle nella Valle di Har e la più giovane, Thel, passa il tempo vagando da sola, tormentata da una domanda: perché la primavera della vita deve per forza finire, e con lei tutte le cose? Incontra il Giglio della Valle che cerca di confortarla, ma invano, e pertanto la incoraggia a chiedere alla Nuvola.
La Nuvola spiega che essa fa parte di un processo naturale e anche se talvolta scompare, non è mai per sempre. Thel replica che lei non è come la Nuvola, e quando scomparirà, non ritornerà più. Così la Nuvola suggerisce di fare la stessa domanda al Verme.
Ma il Verme però, è ancora un infante, e non può rispondere; al suo posto, la Zolla d’Argilla, emergendo dal terreno circostante, risponde spiegando che non si vive per noi stessi, ma per gli altri ed invita Thel ad entrare nel suo regno sotterraneo a vedere la prigione dei morti in cui lei stessa riposerà un giorno. Tuttavia, la protagonista viene assalita da voci misteriose che le pongono domande ancora più terribili sull’esistenza e lanciando un grido, Thel torna indietro alla sua casa nella Valle di Har. La cava rappresenta la sessualità e la mortalità, mentre la Valle di Har rappresenta la verginità e l’eternità.
 
La storia
L'Opera del regista e compositore Rolando Macrini è una composizione scritta per tre voci soliste (2 soprani 1 baritono), orchestra d'archi e loop digitali.
L'opera è in tre atti, tutti divisi in due movimenti in cui i personaggi della favola noir scritta da William Blake narrano le vicende della vita del piccolo Thel in un'atmosfera musicale che rispecchia perfettamente lo stile dark del poeta britannico.

La trama orchestrale, lungo il corso dei tre atti, si sviluppa differenziando diverse atmosfere: il primo atto è descrittivo e aiuta l'ascoltatore a entrare nello stato d'animo della storia; il secondo atto, molto più introspettivo, è accompagnato da armonie più spigolose per raccontare l'ansia del racconto;  la  maggiore ariosità del  terzo atto  lascia spazio alla riflessione, portando ad una consapevolezza conclusiva.