Spettacoli

TERAMO - Aula Magna del Convitto Nazionale "Melchiorre Delfico"
Mercoledì 14 novembre 2018 ore 21
Momenti e storie del Melodramma in Abruzzo

Michele Mirabella racconta l’Opera

Orchestra Sinfonica Abruzzese           
Maria Rita D’Orazio soprano                     
Romolo Tisano tenore                                   
Emilio Marcucci baritono
Giancarlo De Lorenzo direttore

1818   L’inizio: G. Rossini da La cenerentola  “Come un’ape ne’ giorni d’aprile”              
1855  No, non è Lionello: G. Verdi da Rigoletto  “La donna è mobile”                                  
1898  Gli abruzzesi all’Opera: C. De Nardis da Stella  duetto “Come soave all’anima”
1903 e 1930  Grandi personalità a Teatro: F. Cilea da Adriana Lecouvreur   
          “Io son l’umile ancella”
1915  Il Teatro per la solidarietà: G. Rossini  da Il Barbiere di Siviglia  
          “Zitti zitti, piano piano”
1922  L’invasione armonica: R. Wagner dal Lohengrin  Aria di Telramund  
1925  Commemorazione di Puccini: da La Bohéme “Sì, mi chiamano Mimì”
1941  La guerra ma il teatro vive: U. Giordano da Andrea Chénier
          ”Come per un bel dì di maggio”
1972  L’Orchestra di Santa Cecilia per un nuovo inizio: G. Puccini da Madama Butterfly
          “Addio fiorito asil”
Oggi il Tempo dice la sua: Verdi e Donizetti ma intanto Rossini ne fa diciannove e non ‘Mille e tre’
G. Donizetti da La figlia del reggimento  terzetto “Stretti insiem”


Michele Mirabella è di Bitonto, ma è vissuto anche altrove. Soprattutto altrove.  Studia da molti anni, dalla nascita, tiene a ricordare. A quattro anni ha imparato a leggere, a cinque a scrivere. Tutto il resto nel campo dello studio è meno importante e, comunque, non interesserebbe a nessuno. Non ha mai praticato sport, a parte la scherma: fioretto. Questa pratica l’ha avvantaggiato più nella conversazione che nei tornei.  È un artista dello spettacolo: regista, autore, sceneggiatore, attore e conduttore. Bravo. Così ha guadagnato da vivere. Non è un ballerino. Sa cantare, ma non sarà mai un cantante. Tanto meno in un coro. Nei cori, in genere, si trova a disagio. Preferisce ascoltarli.  Adora il melodramma.  Ha scritto dei libri e insegna all'Università perché è convinto che solo insegnando si continui a studiare. Scrive sui giornali. Gli piace la buona cucina italiana. Con moderazione è amico del vino e, smodatamente, della frequentazione di persone intelligenti. Considera le due amatissime figlie tra queste. Ama viaggiare. Comodamente, se possibile.  (Ma tutto congiura nel rendergli la vita difficile).