Spettacoli

San Nicolò a Tordino - Palazzetto dello Sport
Martedì 30 gennaio 2018 ore 21 (Turno A)
Mercoledì 31 gennaio 2018 ore 21 (Turno B)
Giovedì 1 febbraio 2018 ore 17 (Turno C)
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo in coproduzione con FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA
Stefano Accorsi

Favola del principe che non sapeva amare

e con (in o.a.)
SILVIA AJELLI
SILVIA BRIOZZO
GABRIELE DUMA
MARIANO NIEDDU
MARILIA TESTA

adattamento teatrale e regia MARCO BALIANI

Drammaturgia MARIA MAGLIETTA
Scene e costumi CARLO SALA
Musiche MIRTO BALIANI

Luci LUCA BARBATI

Assistente scene BRANISLAV DIMOV
Assistente costumi MAURO TORCHIO

Realizzazione scene e costumi Scuola di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

Addetto Stampa Compagnia Saverio Ferragina

Progetto GRANDI ITALIANI Ariosto ORLANDO FURIOSO, Boccaccio DECAMERON, Basile LO CUNTO DE LI CUNTI di Marco Baliani, Stefano Accorsi, Marco Balsamo
Portare in teatro la lingua di tre grandi italiani Boccaccio, Ariosto, e per ultimo il Basile, sfidando la complessità delle loro opere, per scoprire quanto ancora possiamo nutrirci delle loro invenzioni, dei loro azzardi, delle loro intuizioni. E per mostrare, con l’arte della scena, che la bellezza delle loro creazioni è un tesoro inestinguibile, a doppio filo legato a quell’altra beltà che è il nostro paesaggio e le nostre opere d’arte.

Uno spettacolo che indaga il mistero più misterioso di tutti, quello di riuscire a vivere.
Ne lo Cunto de li cunti, del Basile, da cui lo spettacolo prende sostanza, il mistero del nostro vivere si dipana in una mappa di storie, con un andamento fiabesco, le vicende che vi accadono posseggono una loro verità del tutto indipendente dalla realtà ordinaria. La fiaba è un fatto di cronaca fantastica che va raccontato con la pregnanza con cui si racconta un fattaccio di cronaca nera o di cronaca rosa. Le magie che vi accadono non sono effetti speciali per stupire o spaventare, sono invece come fasci di luce potente che viene proiettata sul nodo psichico della vicenda narrata, per indurre lo spettatore a farsi carico di quel nodo.

Dopo aver portato in scena il Decamerone del Boccaccio e l’Orlando Furioso dell’Ariosto, ora la trilogia del progetto Grandi Italiani si conclude con lo Cunto de li cunti di Giambattista Basile, col suo linguaggio barocco, un italiano rinnovato da un dialetto aspro e meravigliosamente creativo.

Un linguaggio sonoro, che si riverbera anche nello spettacolo, dove i suoni e le sonorità comporranno un paesaggio mutevole e metamorfico.
Molta vita si addensa in queste storie, ognuna racchiude più di un Destino, ma il nostro teatro ne svela solo una parte, lasciando nell’animo dello spettatore la sensazione che non tutto è stato detto, che l’Arcana Favola nasconde ancora molti altri tesori.